La storia dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) è un processo complesso che si è evoluto nel corso dei secoli, a partire dalle teorie iniziali sull'intelligenza, fino all'identificazione e alla sistematizzazione di questi disturbi. Ripercorriamo le varie tappe che si sono susseguite nel corso degli anni.
Prime intuizioni e classificazioni
Nel XIX secolo, i disturbi già esistevano, ma venivano interpretati come una manifestazione di intelligenza inferiore o di “problemi comportamentali”, piuttosto che come una condizione neurologica specifica. Franz Joseph Gall (1758-1828), neurologo austriaco, studiò le funzioni cerebrali e le disfunzioni legate all'apprendimento. Anche se non parlava dei DSA come li intendiamo oggi, le sue teorie furono tra le prime a suggerire che l'intelligenza e le abilità cognitive sono separate e localizzabili in aree specifiche del cervello.
Definizione del disturbo e prime diagnosi
Il concetto di DSA iniziò a prendere forma in modo più definito a partire dagli anni '50 e '60, quando i ricercatori cominciarono a focalizzarsi sulle caratteristiche specifiche senza associarle a problemi di intelligenza. Uno dei primi studiosi che identificò e descrisse la dislessia come disturbo dell'apprendimento fu Samuel Orton (1879-1948). Il suo lavoro contribuì, in seguito, a coniare, da parte del World Federation of Neurology (WFN), la definizione della dislessia come una difficoltà specifica e neurologica nell'apprendimento della lettura, non dovuta a scarsa intelligenza, educazione o motivazione.
Le riforme legislative
Se tra gli anni ’80 e ’90 il riconoscimento dei DSA iniziò a diventare parte della legislazione educativa, è con la legge 170/2010 che in Italia si stabiliscono che i disturbi dell’apprendimento vengono diagnosticati e trattati in modo specifico. La legge sanciva anche l’obbligo di adottare misure compensative (come l'uso di strumenti informatici) e dispensative (come l’esonero da alcune prove) per gli studenti con DSA. Inoltre, il Decreto Ministeriale n. 5669, pubblicato dal Ministero della Salute e il Ministero dell’Istruzione, stabilisce le modalità diagnostiche e di intervento sui DSA, stabilendo le misure per l'inclusione scolastica.
Cosa ci riserva il futuro
Negli ultimi decenni, la ricerca sui DSA ha visto numerosi progressi. DSA non sono più visti come "disturbi isolati", ma come un insieme di caratteristiche che hanno una base neurologica e genetica comune, con fattori ambientali che possono influenzare la loro manifestazione. Studi recenti hanno indicato che i DSA sono il risultato di una combinazione di fattori genetici e neurobiologici che influenzano aree specifiche del cervello, come la corteccia temporale sinistra, implicata nell'elaborazione del linguaggio.
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